Ghiacciai e morene
Testimoni fragili del cambiamento climatico
Sopra il Lago Verde, tra la Cima Sternai meridionale e la Cima di Fontana Bianca, si trovano tre piccoli ghiacciai ormai in avanzato stato di degradazione: il ghiacciaio del Lago Verde, il ghiacciaio di Fontana Bianca e il Lorchenferner. Insieme formano un laboratorio naturale straordinario, che ci racconta con chiarezza gli effetti del cambiamento climatico sulle Alpi.
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Il ghiacciaio del Lago Verde, oggi quasi interamente ricoperto da detriti, conserva morene laterali ben visibili, risalenti alla Piccola Era Glaciale di metà Ottocento, quando i ghiacci raggiungevano il lago.
Il ghiacciaio di Fontana Bianca, il più esteso dei tre e tra i più studiati dell’Alto Adige, ha perso oltre l’85% della sua superficie in circa 150 anni: dai 160 ettari della metà del XIX secolo ai soli 21 ettari rimasti nel 2023. Oltre a ridursi, il ghiacciaio si frammenta sempre più, segno della sua progressiva implosione. Nel 2020 lo spessore medio del ghiacciaio era di appena 16 metri, con una profondità massima di 30 metri. Negli anni successivi si sono registrate perdite di massa senza precedenti: nel solo 2022 sono andati persi oltre 4 metri di ghiaccio.
Il piccolo Lorchenferner è ormai quasi del tutto scomparso, lasciando affiorare rocce e detriti.
Secondo le proiezioni scientifiche, i ghiacciai della Val d’Ultimo scompariranno completamente entro il 2040. Non sono solo masse di ghiaccio in arretramento: rappresentano archivi naturali, indicatori del clima che cambia e fonti di acqua preziosa per l’ambiente alpino. La loro perdita ci ricorda l’urgenza di adottare azioni concrete di mitigazione e adattamento per preservare un patrimonio naturale tanto fragile quanto essenziale.
Maggiori informazioni
Ghiacciai in fase di estinzione
Proiezioni di deglaciazione a livello locale e globale
goodbye-glaciers.info/regions
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